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Le attività realizzate nelle giornate del 9 e 10 febbraio si sono sviluppate all’interno di un percorso educativo e partecipativo strutturato, finalizzato ad approfondire in modo integrato i temi della sostenibilità ambientale, della transizione energetica, delle politiche climatiche e dello sviluppo rurale sostenibile. Il programma ha adottato un approccio multidimensionale e interattivo, combinando contributi teorici, analisi di buone pratiche, studio di casi concreti e attività laboratoriali, con l’obiettivo di rafforzare non solo le conoscenze dei partecipanti, ma anche la loro capacità di analisi critica e di applicazione operativa nei contesti territoriali di riferimento.

La prima giornata è stata dedicata all’inquadramento teorico e concettuale della sostenibilità, presentata come un processo dinamico e di lungo periodo, fondato sull’interdipendenza tra dimensione ambientale, sociale ed economica. Sono stati analizzati i principali settori ad alta intensità energetica – industria, trasporti, edilizia e agricoltura – evidenziando il ruolo determinante dei modelli produttivi, delle infrastrutture e dei comportamenti quotidiani nella definizione dei livelli complessivi di consumo energetico. Particolare enfasi è stata posta sulla necessità di affiancare alla trasformazione delle fonti di approvvigionamento energetico politiche mirate di efficienza energetica, innovazione tecnologica e cambiamento dei comportamenti individuali e collettivi.

Un ulteriore momento centrale è stato dedicato al confronto tra le diverse fonti energetiche, con un’analisi comparata di fonti fossili e rinnovabili in termini di emissioni, costi, affidabilità e sostenibilità nel lungo periodo. Tale confronto ha contribuito a sviluppare una consapevolezza critica sulle scelte energetiche, sottolineando l’urgenza di una transizione graduale ma strutturale verso sistemi basati sulle energie rinnovabili, sostenuta da politiche pubbliche coerenti e da adeguati investimenti. La giornata ha inoltre approfondito il legame tra transizione energetica, economia circolare e partecipazione delle comunità, introducendo concetti chiave quali autoconsumo, comunità energetiche e governance partecipativa come strumenti fondamentali per rafforzare la resilienza territoriale. L’analisi di casi studio e buone pratiche ha permesso di evidenziare fattori abilitanti, criticità e potenzialità di trasferimento delle esperienze analizzate. La giornata si è conclusa con un workshop partecipativo, orientato all’applicazione pratica dei contenuti e al confronto tra i partecipanti.

La seconda giornata ha ampliato la prospettiva, collocando le dinamiche locali all’interno del quadro della governance climatica internazionale, con particolare riferimento ai processi multilaterali e agli obiettivi delle Conferenze delle Parti. È stato messo in evidenza il legame tra politiche climatiche globali e azioni a livello locale, sottolineando il ruolo dei territori come spazi privilegiati di attuazione delle strategie climatiche. Un focus specifico è stato dedicato al ruolo dell’agricoltura familiare quale pilastro dello sviluppo rurale sostenibile, valorizzandone la funzione di presidio del territorio, tutela ambientale, sicurezza alimentare e coesione sociale.

Particolare attenzione è stata riservata ai principi dell’agroforestazione, presentata come sistema integrato capace di coniugare produzione agricola, conservazione della biodiversità, miglioramento della qualità del suolo e mitigazione dei cambiamenti climatici. In parallelo, sono state esplorate le potenzialità delle tecnologie sociali come strumenti di partecipazione, innovazione sociale e azione collettiva, evidenziando il loro contributo nel rafforzare il coinvolgimento delle comunità locali e l’impatto delle politiche climatiche. Attraverso workshop tematici, i partecipanti hanno elaborato riflessioni e proposte applicative su sviluppo rurale, economia circolare e sostenibilità territoriale, favorendo l’apprendimento esperienziale e lo scambio tra pari.

Il percorso si è concluso con una sessione finale di sintesi e integrazione dei contenuti, orientata a rafforzare la consapevolezza delle responsabilità individuali e collettive nella transizione verso modelli di sviluppo più equi, resilienti e sostenibili, accompagnata dalle attività di valutazione previste dal programma.

Il Kick-off Meeting del progetto RURAL 2.0 – Expanding Youth Engagement in Rural Communities si è svolto il 15 dicembre 2025 a Roma ed è stato organizzato dall’ente coordinatore CrowdAid. L’incontro ha segnato l’avvio formale del progetto e il primo momento di coordinamento transnazionale tra i partner del consorzio, con la partecipazione del Project Officer.

Il meeting ha avuto l’obiettivo di presentare il quadro generale del progetto, chiarire gli aspetti organizzativi, gestionali e finanziari e definire i principali meccanismi di coordinamento e cooperazione tra i partner. Durante la riunione sono stati illustrati il calendario di attuazione del progetto, le regole di implementazione e rendicontazione e le responsabilità dei partner.

Sono stati inoltre presentati i principali work package e le attività previste, con particolare riferimento alle azioni formative e di comunicazione. L’incontro ha contribuito a garantire una comprensione condivisa degli obiettivi del progetto, dei risultati attesi e delle modalità operative.

Il meeting si è concluso con la definizione dei prossimi passi e con l’impegno dei partner a collaborare in modo coordinato per la corretta ed efficace implementazione del progetto.

Il 31 ottobre 2025 si è svolto, presso l’Università dell’Egeo (University of the Aegean) di Mytilene, sull’isola di Lesbo, l’evento “Climate Engagement in Practice”, un’iniziativa organizzata nell’ambito del progetto GREEN EU. L’incontro ha rappresentato un momento di riflessione e di scambio transnazionale dedicato al coinvolgimento dei giovani nelle tematiche ambientali e climatiche, con particolare attenzione alla dimensione pratica e territoriale dell’impegno civico e accademico per la sostenibilità.

L’evento si è svolto in modalità ibrida, consentendo la partecipazione sia in presenza, presso la sede universitaria di Mytilene, sia a distanza garantendo all’evento un carattere transnazionale.

La prima sessione, erogata in presenza presso l’Università dell’Egeo, è stata dedicata alla presentazione delle attività locali sviluppate nel quadro del progetto e alle opportunità di coinvolgimento per gli studenti. In questa fase, i giovani partecipanti e i rappresentanti accademici hanno avuto modo di illustrare il lavoro svolto nei rispettivi contesti territoriali, condividendo esperienze e pratiche di cittadinanza attiva legate al cambiamento climatico.

Un momento centrale della sessione è stato la presentazione dei panel transnazionali del progetto GREEN EU, condotta direttamente da coloro che hanno avuto la possibilità di partecipare alle attività. Questo spazio di confronto ha permesso di far emergere la varietà delle esperienze maturate nei diversi Paesi coinvolti e di valorizzare il ruolo dei giovani come promotori di nuove forme di partecipazione ambientale.

La seconda sessione, accessibile anche da remoto, ha avuto un carattere più istituzionale e internazionale, ponendosi come momento di sintesi e disseminazione dei risultati della ricerca e nel complesso delle attività del progetto GREEN EU.

Dopo il benvenuto da parte del consorzio, è stata presentata una panoramica generale del progetto GREEN EU, con l’obiettivo di ripercorrerne gli obiettivi, le linee strategiche e i principali risultati raggiunti. L’accento è stato posto sull’approccio partecipativo e sulla dimensione europea del progetto, che mira a rafforzare la consapevolezza ambientale e il coinvolgimento civico dei giovani attraverso esperienze transnazionali e attività di ricerca-azione.

Il programma ha poi previsto la presentazione di quattro casi studio nazionali, dedicati rispettivamente a Italia, Spagna, Portogallo e Grecia. Ogni caso ha offerto una prospettiva concreta sulle azioni locali messe in campo per promuovere la partecipazione giovanile alla transizione verde e alla lotta ai cambiamenti climatici.

Al termine delle presentazioni, la sessione si è conclusa con un momento di discussione aperta (Q&A), che ha consentito ai partecipanti di approfondire i contenuti dei diversi interventi.

Il 31 ottobre 2025 si è svolto, presso l’Università dell’Egeo (University of the Aegean) di Mytilene, sull’isola di Lesbo, l’evento “Climate Engagement in Practice”, un’iniziativa organizzata nell’ambito del progetto GREEN EU. L’incontro ha rappresentato un momento di riflessione e di scambio transnazionale dedicato al coinvolgimento dei giovani nelle tematiche ambientali e climatiche, con particolare attenzione alla dimensione pratica e territoriale dell’impegno civico e accademico per la sostenibilità.

L’evento si è svolto in modalità ibrida, consentendo la partecipazione sia in presenza, presso la sede universitaria di Mytilene, sia a distanza garantendo all’evento un carattere transnazionale.

La prima sessione, erogata in presenza presso l’Università dell’Egeo, è stata dedicata alla presentazione delle attività locali sviluppate nel quadro del progetto e alle opportunità di coinvolgimento per gli studenti. In questa fase, i giovani partecipanti e i rappresentanti accademici hanno avuto modo di illustrare il lavoro svolto nei rispettivi contesti territoriali, condividendo esperienze e pratiche di cittadinanza attiva legate al cambiamento climatico.

Un momento centrale della sessione è stato la presentazione dei panel transnazionali del progetto GREEN EU, condotta direttamente da coloro che hanno avuto la possibilità di partecipare alle attività. Questo spazio di confronto ha permesso di far emergere la varietà delle esperienze maturate nei diversi Paesi coinvolti e di valorizzare il ruolo dei giovani come promotori di nuove forme di partecipazione ambientale.

La seconda sessione, accessibile anche da remoto, ha avuto un carattere più istituzionale e internazionale, ponendosi come momento di sintesi e disseminazione dei risultati della ricerca e nel complesso delle attività del progetto GREEN EU.

Dopo il benvenuto da parte del consorzio, è stata presentata una panoramica generale del progetto GREEN EU, con l’obiettivo di ripercorrerne gli obiettivi, le linee strategiche e i principali risultati raggiunti. L’accento è stato posto sull’approccio partecipativo e sulla dimensione europea del progetto, che mira a rafforzare la consapevolezza ambientale e il coinvolgimento civico dei giovani attraverso esperienze transnazionali e attività di ricerca-azione.

Il programma ha poi previsto la presentazione di quattro casi studio nazionali, dedicati rispettivamente a Italia, Spagna, Portogallo e Grecia. Ogni caso ha offerto una prospettiva concreta sulle azioni locali messe in campo per promuovere la partecipazione giovanile alla transizione verde e alla lotta ai cambiamenti climatici.

Al termine delle presentazioni, la sessione si è conclusa con un momento di discussione aperta (Q&A), che ha consentito ai partecipanti di approfondire i contenuti dei diversi interventi.

Lo scorso 5 giugno si è svolto l’evento online “Beyond the Numbers: Research Highlights and Policy Paths Forward”, un’occasione per confrontarsi sui risultati dell’indagine realizzata nell’ambito del progetto GREEN EU. Dalle 11.00 alle 13.30, esperti, associazioni e stakeholder hanno discusso le prospettive future della transizione ecologica, a partire dai dati raccolti nei mesi scorsi.

L’evento, frutto di una collaborazione tra Italia, Spagna, Portogallo e Grecia, ha visto il contributo di cinque realtà attive nel campo della sostenibilità: CrowdAid, Sporos Regeneration Institute, Consorci de la Ribera, Earth ODV, WWF Portugal e Progeu. L’incontro ha permesso di mettere a confronto esperienze diverse ma complementari, offrendo una visione comparata delle principali criticità ambientali percepite nei quattro Paesi coinvolti.

Il programma si è sviluppato attraverso varie fasi: dopo una panoramica generale sugli obiettivi e le attività di GREEN EU, si è passati alla presentazione dell’approccio metodologico seguito per la ricerca e all’analisi dei dati emersi. Particolarmente interessante è stato il focus dedicato alle realtà locali, che ha permesso di osservare somiglianze e differenze tra i contesti nazionali.

Il quadro che emerge è chiaro: la società mostra una sensibilità crescente verso le sfide ambientali del nostro tempo. Le nuove generazioni hanno ben presente la portata dell’emergenza climatica e dimostrano un interesse per il cambiamento. Tuttavia, questo slancio è spesso frenato da ostacoli pratici che rendono difficile trasformare le buone intenzioni in azioni quotidiane realmente sostenibili. È stata, infatti, segnalata una difficoltà nell’adottare comportamenti ecologici in modo costante. In più, si avverte spesso l’assenza di luoghi e occasioni in cui sentirsi protagonisti attivi del cambiamento.

Il progetto GREEN EU si muove proprio in questa direzione: offrire strumenti formativi accessibili, pensati per rafforzare l’attivismo civico e la consapevolezza ambientale. L’obiettivo è accompagnare la società nel passaggio da spettatori informati a protagonisti del cambiamento, in un’Europa sempre più verde, inclusiva e interconnessa.

Il focus centrale è stato il legame tra biodiversità, resilienza ambientale e partecipazione civica, con l’obiettivo di favorire un approccio condiviso alle sfide climatiche e ambientali. Il workshop si è articolato in tre intense giornate, combinando sessioni teoriche, lavori di gruppo e momenti di confronto interculturale.

La prima giornata si è aperta con un’introduzione al concetto di biodiversità, sottolineando la sua importanza per la salute e la resilienza degli ecosistemi. Gli esperti hanno illustrato le principali minacce alla biodiversità, come la perdita di habitat e il cambiamento climatico, stimolando la riflessione sul nostro rapporto con la natura: siamo utenti, protettori, modellatori o partecipanti? Il dibattito si è concluso con un focus sulle interconnessioni tra ecosistemi e benessere umano.

Il secondo giorno ha visto l’alternanza di presentazioni su casi studio di successo nella conservazione degli habitat e attività interattive dedicate alla mappatura della biodiversità. Grazie a strumenti come il telerilevamento, il monitoraggio delle specie e la citizen science, abbiamo imparato a valutare la biodiversità e a ideare strategie di conservazione. Nel pomeriggio, i lavori di gruppo hanno stimolato la collaborazione tra partecipanti con background differenti: biologi, economisti, esperti in comunicazione. Insieme abbiamo riflettuto su come coinvolgere le comunità locali nella tutela della natura, promuovendo un approccio inclusivo e partecipativo.

La terza giornata è stata dedicata al quadro normativo europeo sulla restaurazione degli ecosistemi. Attraverso una panoramica delle politiche comunitarie e un laboratorio sulla creazione di piani d’azione per la biodiversità, è stato spiegato come tradurre le conoscenze acquisite in proposte concrete, integrando aspetti sociali, economici e ambientali. Questa esperienza è stata non solo estremamente interessante e formativa, ma anche un prezioso momento di scambio interculturale.

Il confronto con altre culture e competenze ha permesso di ampliare le prospettive e di vedere come il tema della biodiversità possa essere affrontato da diverse angolazioni. Questa esperienza ha permesso di aumentare la conoscenza sulla conservazione e la valorizzazione degli ecosistemi, insieme alla consapevolezza che la protezione della biodiversità richiede uno sforzo collettivo. Le competenze acquisite potranno essere utili in futuro, sia per promuovere una cittadinanza più attiva e consapevole, sia per sviluppare progetti concreti a favore dell’ambiente.

La prima indagine dell’UNWTO sul turismo a sostegno dello sviluppo rurale, condotta tra gli Stati membri, offre uno spaccato interessante su come il turismo venga percepito come leva strategica per le aree rurali. L’indagine, che ha raccolto risposte da 79 Paesi tra il 2022 e il 2023, analizza sfide, opportunità, politiche e strumenti attualmente in campo.

Per la maggior parte dei Paesi intervistati, il turismo rurale rappresenta una priorità: il 59% lo indica come obiettivo primario, mentre un ulteriore 37% lo considera comunque una componente importante delle proprie strategie di sviluppo. Il turismo in ambito rurale viene largamente riconosciuto come motore di crescita sostenibile, capace di generare benefici diffusi lungo l’intera catena del valore. 

Nonostante questo potenziale, solo il 20% dei Paesi ha sviluppato politiche e sistemi di sostegno specifici dedicati al settore. In questo quadro, iniziative come il progetto Rural-UP, finanziato nell’ambito del programma Erasmus+, forniscono un contributo concreto, offrendo formazione e strumenti innovativi agli operatori delle aree rurali per migliorare la competitività turistica e promuovere lo sviluppo sostenibile.

L’indagine mette inoltre in luce alcuni ostacoli significativi. La principale criticità è rappresentata dalla carenza di infrastrutture, che risultano spesso insufficienti, soprattutto in aree remote e difficilmente accessibili. A questo si sommano problematiche legate alla stagionalità e alla competitività dei prodotti turistici, che minano la stabilità delle imprese locali e ostacolano il mantenimento della popolazione rurale.

Un’altra sfida cruciale riguarda la formazione e lo sviluppo delle competenze: la mancanza di opportunità educative e l’incapacità di attrarre e trattenere talenti qualificati vengono segnalate come problematiche di primo piano. In risposta a questa esigenza, il progetto Rural-UP mira a colmare il gap di competenze digitali e gestionali tra gli operatori rurali, offrendo strumenti e percorsi formativi in turismo esperienziale, marketing digitale e gestione sostenibile. 

Nonostante le difficoltà, l’indagine evidenzia anche un ampio ventaglio di opportunità offerte dal turismo rurale, soprattutto sul piano economico e sociale. Tra i benefici più spesso menzionati figurano la creazione di nuovi posti di lavoro, il miglioramento delle condizioni di vita e il contrasto allo spopolamento. In parallelo, emerge il valore aggiunto del turismo nella tutela e valorizzazione delle risorse culturali e naturali locali. In questo contesto, iniziative come Rural-UP si configurano come strumenti chiave per innovare l’imprenditoria rurale, promuovere metodologie di turismo sostenibile e trasmettere competenze trasversali capaci di tradurre il potenziale del turismo rurale in risultati concreti e duraturi per le comunità locali.

Il prossimo 5 giugno, dalle 11.00 alle 13.30, si terrà l’incontro online “Beyond the Numbers: Research Highlights and Policy Paths Forward“, un evento dedicato alla presentazione dei risultati emersi dalla survey realizzata nei mesi scorsi nell’ambito del progetto GREEN EU.

Organizzato da un consorzio internazionale composto da CrowdAid APS, Sporos Regeneration Institute, Consorci de la Ribera, Earth ODV e WWF Portugal, l’evento si propone di mettere in luce le principali criticità riscontrate a livello comunitario in merito alla transizione ecologica, con un focus specifico su quattro paesi: Italia, Spagna, Portogallo e Grecia.

Il programma prevede un’introduzione al progetto GREEN EU, una panoramica metodologica della ricerca condotta, e la presentazione dei dati emersi, seguita da un approfondimento sui singoli casi studio nazionali. La sessione si concluderà con la condivisione delle raccomandazioni finali e uno spazio dedicato a domande e commenti dei partecipanti.

L’incontro rappresenta un momento di riflessione collettiva e confronto tra esperti, associazioni e stakeholder, volto a individuare strategie politiche e operative più efficaci per affrontare le sfide della sostenibilità ambientale nel contesto europeo.

Contribuisci alla discussione sulle politiche ambientali del futuro!

Il 12 marzo 2024, la Commissione europea ha pubblicato una comunicazione sulla gestione dei rischi climatici in Europa, delineando come l’Unione e gli Stati membri possano prevedere, comprendere e affrontare i crescenti rischi legati al cambiamento climatico. Questo documento lancia un forte invito all’azione, coinvolgendo tutti i livelli di governo, il settore privato e la società civile.

Per aiutare l’UE e gli Stati nella gestione di questi rischi, la comunicazione invita gli Stati membri a fornire maggiore chiarezza sui pericoli e sulle responsabilità, utilizzando le migliori evidenze disponibili e promuovendo il dialogo. Si sollecita, inoltre, una maggiore cooperazione a livello nazionale, regionale e locale per garantire che siano disponibili conoscenze e risorse adeguate.

Le politiche strutturali degli Stati membri possono essere utilizzate efficacemente per gestire i rischi climatici. Le tre principali aree strategiche sono: migliorare la pianificazione territoriale, integrare i rischi climatici nella gestione delle infrastrutture critiche e stabilire un collegamento tra i meccanismi di solidarietà dell’UE e le misure nazionali di resilienza.

È fondamentale, inoltre, mobilitare finanziamenti sufficienti, sia pubblici che privati, per la resilienza ai cambiamenti climatici. La Commissione si impegna a supportare gli Stati membri nel miglioramento della gestione dei fondi destinati ai rischi climatici e nell’integrazione di queste risorse nei bilanci nazionali.

Infine, decisori politici, imprese e investitori devono acquisire una comprensione più profonda del legame tra minacce climatiche, investimenti e strategie di finanziamento a lungo termine. L’obiettivo è colmare le attuali lacune nella resilienza e protezione. In questo contesto, il progetto GREEN EU si inserisce direttamente tra le priorità della Commissione europea sulla gestione dei rischi climatici, promuovendo la partecipazione civica come strumento cruciale per affrontare e mitigare tali rischi. L’iniziativa si propone di sensibilizzare cittadini e comunità locali, incentivando la partecipazione nella definizione di soluzioni sostenibili e resilienti.

Dal punto di vista settoriale, la Commissione propone azioni specifiche in sei aree principali: ecosistemi naturali, risorse idriche, salute, agricoltura, infrastrutture e ambiente costruito, e economia. Per quanto riguarda le aree di intervento, il progetto GREEN EU svolge un ruolo fondamentale nella sensibilizzazione, promuovendo azioni concrete di protezione e adattamento.

La comunicazione della Commissione europea e l’iniziativa GREEN EU sono quindi complementari e si rafforzano a vicenda. L’integrazione delle politiche europee con questo tipo di programmi che incoraggiano la partecipazione civica attiva e l’adozione di soluzioni sostenibili è essenziale per affrontare le sfide legate al cambiamento climatico.

Il 12 marzo 2024 la Commissione ha pubblicato una comunicazione sulla gestione dei rischi climatici, che illustra come l’UE possa anticipare i crescenti rischi legati al clima e rafforzare la resilienza agli impatti della crisi. Come sottolineato dalla comunicazione, la Missione dell’UE sull’adattamento ai cambiamenti climatici rappresenta una buona pratica e sarà sfruttata per rispondere alle problematiche esistenti. Quest’ultima nasce per offrire sostegno alle regioni, alle città e alle autorità locali dell’UE nei loro sforzi per rafforzare la resilienza contro gli impatti dei cambiamenti climatici.

L’iniziativa rappresenta un tassello chiave per la realizzazione del Green Deal europeo, la strategia dell’UE per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e garantire una transizione equa e sostenibile. Attraverso il supporto diretto a regioni e comunità vulnerabili, la Missione non solo aiuta a colmare i divari territoriali nella capacità di risposta climatica, ma promuove anche l’innovazione locale, la giustizia climatica e la partecipazione democratica, in linea con i principi guida del Green Deal. L’approccio integrato e territoriale promosso dalla Missione UE riflette l’ambizione della direttiva di trasformare l’economia europea attraverso un modello rigenerativo e inclusivo, che protegga le persone e gli ecosistemi dagli impatti climatici già in atto.

I paesi, le regioni e le città dell’Unione europea svolgono un ruolo essenziale nell’attuazione della Missione, che mira ad accompagnare entro il 2030 almeno 150 regioni e comunità europee nel proprio percorso di resilienza e adattamento. In questo contesto, promuovere la partecipazione civica è una priorità fondamentale: l’UE riconosce che per rispondere efficacemente alla crisi climatica è necessario l’impegno attivo dei cittadini, delle comunità locali, della società civile e dei vari stakeholder. È in quest’ottica che iniziative come il progetto GREEN EU svolgono un ruolo complementare all’impegno europeo per l’adattamento e la resilienza.

Attraverso attività di educazione ambientale, approfondimenti sull’economia circolare, la permacultura e le energie rinnovabili, GREEN EU contribuisce a costruire la consapevolezza necessaria per affrontare i rischi climatici. Promuovendo il coinvolgimento diretto delle comunità locali, il progetto incoraggia l’adozione di pratiche sostenibili e la co-progettazione di soluzioni adattive in risposta alle vulnerabilità territoriali. In questo modo, GREEN EU si inserisce pienamente nel quadro della Missione, sostenendo l’obiettivo di accompagnare le regioni europee nel percorso verso una maggiore resilienza climatica.