Il 12 marzo 2024, la Commissione europea ha pubblicato una comunicazione sulla gestione dei rischi climatici in Europa, delineando come l’Unione e gli Stati membri possano prevedere, comprendere e affrontare i crescenti rischi legati al cambiamento climatico. Questo documento lancia un forte invito all’azione, coinvolgendo tutti i livelli di governo, il settore privato e la società civile.
Per aiutare l’UE e gli Stati nella gestione di questi rischi, la comunicazione invita gli Stati membri a fornire maggiore chiarezza sui pericoli e sulle responsabilità, utilizzando le migliori evidenze disponibili e promuovendo il dialogo. Si sollecita, inoltre, una maggiore cooperazione a livello nazionale, regionale e locale per garantire che siano disponibili conoscenze e risorse adeguate.
Le politiche strutturali degli Stati membri possono essere utilizzate efficacemente per gestire i rischi climatici. Le tre principali aree strategiche sono: migliorare la pianificazione territoriale, integrare i rischi climatici nella gestione delle infrastrutture critiche e stabilire un collegamento tra i meccanismi di solidarietà dell’UE e le misure nazionali di resilienza.
È fondamentale, inoltre, mobilitare finanziamenti sufficienti, sia pubblici che privati, per la resilienza ai cambiamenti climatici. La Commissione si impegna a supportare gli Stati membri nel miglioramento della gestione dei fondi destinati ai rischi climatici e nell’integrazione di queste risorse nei bilanci nazionali.
Infine, decisori politici, imprese e investitori devono acquisire una comprensione più profonda del legame tra minacce climatiche, investimenti e strategie di finanziamento a lungo termine. L’obiettivo è colmare le attuali lacune nella resilienza e protezione. In questo contesto, il progetto GREEN EU si inserisce direttamente tra le priorità della Commissione europea sulla gestione dei rischi climatici, promuovendo la partecipazione civica come strumento cruciale per affrontare e mitigare tali rischi. L’iniziativa si propone di sensibilizzare cittadini e comunità locali, incentivando la partecipazione nella definizione di soluzioni sostenibili e resilienti.
Dal punto di vista settoriale, la Commissione propone azioni specifiche in sei aree principali: ecosistemi naturali, risorse idriche, salute, agricoltura, infrastrutture e ambiente costruito, e economia. Per quanto riguarda le aree di intervento, il progetto GREEN EU svolge un ruolo fondamentale nella sensibilizzazione, promuovendo azioni concrete di protezione e adattamento.
La comunicazione della Commissione europea e l’iniziativa GREEN EU sono quindi complementari e si rafforzano a vicenda. L’integrazione delle politiche europee con questo tipo di programmi che incoraggiano la partecipazione civica attiva e l’adozione di soluzioni sostenibili è essenziale per affrontare le sfide legate al cambiamento climatico.
Il turismo è oggi uno dei settori in più rapida crescita a livello globale, rappresentando una risorsa fondamentale per l’economia, la creazione di posti di lavoro e l’ingresso di valuta estera. Ma il suo impatto va oltre: incide in modo significativo anche sul benessere sociale e ambientale di molti Paesi, soprattutto in via di sviluppo.
Oltre alle forme più consolidate, si sta affermando il turismo rurale, che offre nuove opportunità alle aree interne e ai territori marginali. In questo contesto si inserisce il progetto Rural-UP, nato per valorizzare il potenziale del turismo nelle zone rurali. L’iniziativa interviene fornendo agli operatori strumenti formativi in ambiti chiave come il turismo esperienziale, il marketing digitale e la gestione sostenibile, con l’obiettivo di rafforzare la competitività dei territori e migliorare l’offerta turistica.
Secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo, il turismo può definirsi sostenibile solo se considera gli impatti economici, sociali e ambientali nel breve e nel lungo periodo, rispondendo alle esigenze di viaggiatori, operatori, comunità locali e ambiente. Progetti come Rural-UP, che puntano su innovazione, sostenibilità e valorizzazione delle risorse locali, vanno esattamente in questa direzione.
Il turismo sostenibile è anche uno degli elementi chiave dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. L’obiettivo 8.9 mira a promuovere, entro il 2030, politiche che incentivino un turismo sostenibile capace di generare occupazione, valorizzare la cultura e i prodotti locali. Una gestione responsabile e sostenibile del settore può infatti contribuire allo sviluppo rurale, favorire l’inclusione dei gruppi più vulnerabili, stimolare la diversificazione economica lungo tutta la catena del valore del turismo e rafforzare la consapevolezza e il rispetto delle tradizioni culturali.
Rural-UP contribuisce in modo concreto a questo obiettivo, aiutando gli operatori a costruire un’offerta turistica coerente con i valori della sostenibilità e capace di attrarre nuovi visitatori.
Anche l’obiettivo 12.b dell’Agenda sottolinea la necessità di sviluppare strumenti efficaci per monitorare gli impatti del turismo sostenibile, al fine di garantire un contributo reale e misurabile. Proprio in questo ambito, le competenze sviluppate attraverso il progetto rappresentano un supporto utile per migliorare la capacità di pianificazione e valutazione degli operatori locali.
Infine, l’obiettivo 14.7 sottolinea il ruolo del turismo come leva per aumentare i benefici economici nei piccoli Stati insulari e nei Paesi meno sviluppati. Una logica che può essere estesa anche alle aree rurali europee: territori che, grazie a iniziative mirate come Rural-UP, possono tornare a essere protagonisti, con un’offerta turistica autentica, sostenibile e capace di generare valore nel tempo.
L’iniziativa Green EU
Il 9 aprile, presso l’Università di Roma “La Sapienza”, sono stati presentati i risultati della survey realizzata nell’ambito del progetto GREEN EU, un progetto finanziato dal programma CERV e finalizzata a rafforzare la partecipazione attiva dei cittadini europei sui temi della sostenibilità ambientale. L’indagine ha coinvolto partecipanti provenienti da diversi Paesi europei e ha rappresentato un’occasione per comprendere più a fondo le percezioni, le conoscenze e i comportamenti in relazione all’ambiente, alla biodiversità, alle comunità energetiche e alla permacultura.
Dai risultati emersi si osserva una spiccata consapevolezza rispetto alle principali sfide ambientali, come il cambiamento climatico, l’inquinamento e la perdita della biodiversità. I giovani intervistati hanno dimostrato una buona conoscenza dei problemi ecologici globali, mostrando sensibilità e interesse nei confronti delle soluzioni da adottare. Tuttavia, accanto a questa consapevolezza diffusa, si riscontra anche un certo scollamento tra ciò che si conosce e ciò che si riesce effettivamente a mettere in pratica nella vita quotidiana. Molti partecipanti, infatti, pur dichiarando di sentirsi coinvolti e responsabili, affermano di incontrare difficoltà nell’adottare comportamenti pienamente sostenibili. Le pratiche più comuni sono spesso limitate a piccoli gesti, mentre scelte più impegnative o strutturate, come la mobilità sostenibile o un consumo consapevole, risultano ancora poco diffuse.
La survey ha anche indagato le motivazioni di questo divario, facendo emergere una serie di ostacoli percepiti: tra questi, la mancanza di informazioni pratiche su come agire in modo efficace, la sensazione che le azioni individuali abbiano un impatto limitato e la difficoltà nel reperire risorse o soluzioni economicamente accessibili. In molti casi, si avverte l’assenza di spazi concreti in cui i giovani possano sentirsi protagonisti di un cambiamento reale.
Uno degli aspetti più rilevanti emersi riguarda il ruolo dell’educazione. I giovani chiedono un’educazione ambientale più presente nei percorsi formativi, ma anche più concreta, partecipata e orientata all’azione. Non si tratta solo di acquisire conoscenze teoriche, ma di sviluppare competenze trasversali – anche digitali e progettuali – che permettano di trasformare le idee in iniziative e proposte efficaci. È proprio in questa direzione che si muove il progetto GREEN EU, che attraverso strumenti formativi accessibili e multilingue punta a rafforzare il ruolo dei cittadini europei come attori chiave nella transizione ecologica europea.
La presentazione dei risultati ha offerto quindi uno spunto importante per riflettere su come le istituzioni, le scuole, le università e le organizzazioni della società civile possano supportare maggiormente le nuove generazioni nel percorso verso un futuro più sostenibile. GREEN EU rappresenta un tassello di questo processo, che mette al centro l’ascolto, la partecipazione e l’azione consapevole.
Promoting Equal and Pacific youth-led Communities
Oggi, 26 febbraio, si è svolta la conferenza finale del progetto P.E.A.C.E. – Promoting Equal and Pacific youth-led Communities, un’iniziativa nata per coinvolgere, responsabilizzare e connettere i giovani cittadini europei, aiutandoli a superare le difficoltà legate all’uso degli strumenti digitali per una partecipazione attiva alla vita democratica, sia a livello nazionale che internazionale.
L’evento si è aperto con l’intervento del coordinatore del progetto, che ha illustrato gli obiettivi della conferenza, riepilogando i principali risultati raggiunti. Successivamente, è stato presentato il consorzio, seguito da un approfondimento sulle sessioni di formazione transnazionali svoltesi in Grecia, Italia e Polonia. Nell’ambito di queste attività i partecipanti hanno acquisito competenze utili per costruire comunità online inclusive, promuovendo un uso responsabile e democratico delle piattaforme digitali, nel rispetto dei principi di pace e non violenza.
Successivamente, si è discusso degli eventi nazionali, gli Hubs of Dialogue, organizzati nei tre paesi coinvolti. Questi spazi di confronto sono stati pensati per favorire il dialogo tra i giovani, le autorità pubbliche e gli stakeholder, consentendo ai partecipanti di esprimere le proprie necessità, affrontare le sfide del presente e proporre soluzioni concrete per migliorare le politiche pubbliche.
Il progetto P.E.A.C.E. ha rappresentato un’importante opportunità per i giovani europei, offrendo loro strumenti e spazi di espressione per partecipare in modo attivo e consapevole alla vita democratica. I risultati raggiunti dimostrano come, attraverso la formazione e il confronto, sia possibile costruire comunità più coese e partecipative, contribuendo a rafforzare la democrazia a livello locale ed europeo. Ringraziamo i nostri partner Action for the Civil Society e Instytut Rozwoju Sportu I Edukacji per questa proficua collaborazione.
Progetto GREEN EU
La legge europea sul clima rappresenta l’attuazione giuridica degli obiettivi fissati dal Green Deal europeo, ponendo l’Unione europea su un percorso verso la neutralità climatica entro il 2050. Tra i pilastri della normativa spicca l’innalzamento del target di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (GHG) entro il 2030, che passa dal 40% al 55% rispetto ai livelli del 1990. Contestualmente, il regolamento LULUCF, proposto dalla Commissione europea, mira a incrementare i pozzi di carbonio dell’UE attraverso una gestione sostenibile del suolo, portando così l’obiettivo di riduzione effettiva al 57% entro il 2030.
Il raggiungimento della neutralità climatica richiede una drastica riduzione delle emissioni, investimenti in tecnologie sostenibili e una solida strategia di tutela ambientale. La legge impone quindi obblighi giuridici agli Stati membri, affinché adottino misure efficaci sia a livello nazionale che europeo, garantendo equità tra i Paesi.
Gli obiettivi chiave della legge sono:
- – tracciare una direzione chiara e a lungo termine per raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica, garantendo un approccio socialmente equo ed economicamente efficiente;
- – stabilire un obiettivo UE più ambizioso per il 2030, per indirizzare l’Europa su un percorso responsabile verso la neutralità climatica entro il 2050;
- – creare un sistema di monitoraggio dei progressi;
- – offrire prevedibilità agli investitori e agli attori economici;
- – assicurare che la transizione climatica sia irreversibile.
Parallelamente, la normativa prevede un monitoraggio costante dei progressi, con revisioni ogni cinque anni, in linea con il bilancio globale dell’Accordo di Parigi.
In questo scenario, il progetto GREEN EU gioca un ruolo chiave, contribuendo alla realizzazione degli obiettivi climatici dell’Unione attraverso attività di sensibilizzazione e responsabilizzazione della società. Se la Legge europea sul clima stabilisce il quadro normativo per ridurre le emissioni su larga scala, GREEN EU si inserisce in questo contesto stimolando l’impegno civico, promuovendo azioni concrete per la sostenibilità, impegnandosi a trasformare gli obiettivi giuridici in interventi pratici e favorendo un coinvolgimento diffuso di cittadini e comunità. Questo progetto costituisce un’unione di intenti e strategie che rende la lotta al cambiamento climatico un progetto condiviso e tangibile.
Rendere l’Europa il primo continente a impatto climatico zero non è solo un’ambizione, ma un impegno vincolante sancito dalla legge europea sul clima. L’Unione europea ha quindi istituito un quadro di politica climatica globale per raggiungere questo obiettivo.
Quindi, nel luglio 2021 sono state presentate delle proposte per renderei settori economici dell’UE idonei ad affrontare la sfida climatica, puntando innanzitutto a ridurre le emissioni di almeno il 55% entro la fine del decennio. Il progetto GREEN EU si inserisce a pieno negli obiettivi stabiliti dal pacchetto, mirando a esplorare e promuovere strategie sostenibili per affrontare il cambiamento climatico.
Con l’adozione della legislazione “Fit for 55”, l’Europa è ora su una traiettoria concreta per raggiungere i suoi obiettivi climatici in modo equo, accessibile e competitivo. Questa iniziativa dimostra la volontà dell’UE di mantenere le promesse fatte: guidare l’azione globale per il clima e modellare la transizione verde a vantaggio dei cittadini e delle imprese.
Il pacchetto “Pronti per il 55%” rappresenta un insieme organico di proposte volte ad aggiornare le normative esistenti nell’UE per allineare le politiche agli obiettivi climatici stabiliti dal Consiglio e dal Parlamento europeo. Tra gli obiettivi principali del pacchetto figurano la garanzia di una transizione socialmente equa, il rafforzamento della competitività industriale europea, il mantenimento di condizioni di parità con i competitor internazionali e il consolidamento del ruolo di leadership dell’UE nella lotta contro il cambiamento climatico.
Le proposte del pacchetto sono state dapprima presentate e discusse a livello tecnico nell’ambito dei gruppi di lavoro del Consiglio responsabili del settore interessato. Successivamente, sono state discusse dagli ambasciatori degli Stati membri dell’UE al fine di preparare il terreno per un accordo tra i 27 Stati membri. I ministri dell’UE hanno proceduto a uno scambio di opinioni sulle proposte al fine di raggiungere una posizione comune.
Il pacchetto include una vasta gamma di misure, tra cui obiettivi settoriali di riduzione delle emissioni, la promozione dei pozzi naturali di assorbimento del carbonio, un sistema aggiornato di scambio delle quote di emissione per limitare l’inquinamento, dare un prezzo alle emissioni e stimolare gli investimenti nella transizione verde. Sul fronte sociale, prevede un supporto mirato ai cittadini e alle piccole imprese per garantire un passaggio equo. Allo stesso modo, anche il progetto GREEN EU si propone di coinvolgere i cittadini e le comunità locali, in un’ottica per cui promuovere la partecipazione permette di definire azioni concrete in maniera più efficace.
Per assicurare condizioni eque alle imprese europee, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere impone alle merci importate un prezzo del carbonio equivalente a quello applicato agli stessi settori in Europa. Parallelamente, l’UE ha aggiornato i propri obiettivi in materia di energie rinnovabili ed efficienza energetica, intendendo eliminare gradualmente i nuovi veicoli inquinanti entro il 2035 e incentivare infrastrutture di ricarica e carburanti alternativi per i trasporti stradali, marittimi e aerei.
Il progetto GREEN EU rappresenta un complemento e un acceleratore delle politiche del pacchetto Fit for 55, creando un legame diretto tra la partecipazione civica e gli obiettivi ambiziosi dell’Unione europea in materia di clima e sostenibilità. La realizzazione degli obiettivi comuni richiede infatti un coinvolgimento diretto dei cittadini, delle imprese e delle istituzioni locali, rendendo il progetto una componente fondamentale nel percorso verso un futuro sostenibile e a impatto climatico zero.
L’evento del 10 dicembre 2024, organizzato presso l’Europa Experience di Piazza Venezia e intitolato “HUBS OF DIALOGUE”, ha avuto come obiettivo principale quello di favorire un incontro tra associazioni, enti e giovani, creando uno spazio di dialogo sui mezzi a disposizione dei giovani per partecipare ai processi politici e su come affrontare e risolvere situazioni di conflitto. L’iniziativa si inserisce nel contesto del progetto PEACE: Building Youth-led Communities, co-finanziato dal programma Erasmus+.
La conferenza ha rappresentato un’importante occasione di confronto su tematiche legate alla cooperazione internazionale, alla pace e ai diritti umani, con l’intento di sensibilizzare i partecipanti sui temi fondamentali della costruzione di comunità resilienti. In particolare, è stato promosso il coinvolgimento diretto dei giovani nei processi di cambiamento.
La sessione introduttiva ha visto la presentazione del progetto PEACE: Building Youth-led Communities, che punta a promuovere il coinvolgimento giovanile nella creazione di comunità inclusive, sostenibili e resilienti. Sono stati illustrati gli obiettivi principali, come la formazione di giovani leader capaci di agire come catalizzatori di pace nei propri contesti locali, con un’enfasi particolare sull’importanza della cooperazione internazionale e sulla creazione di reti transnazionali per affrontare le sfide globali.
Successivamente, è stato trattato il tema delle differenze tra peacekeeping e peacebuilding, due concetti spesso confusi ma complementari. I relatori hanno sottolineato come il peacekeeping si concentri sulla prevenzione e gestione immediata dei conflitti, mentre il peacebuilding mira a creare le condizioni per una pace duratura attraverso interventi strutturali e sociali. Sono state presentate anche le opportunità concrete per i giovani di partecipare a iniziative di questo tipo, sia tramite programmi delle Nazioni Unite che attraverso organizzazioni non governative, con esempi di progetti di successo.
Un altro momento importante è stato dedicato al ruolo delle piattaforme digitali come strumenti per promuovere dialoghi interculturali e costruire relazioni pacifiche. Sono stati condivisi casi di studio su iniziative che utilizzano social media, forum online e app mobili per creare spazi sicuri di confronto tra giovani di diversi background culturali e sociali. Si è anche discusso dell’importanza di una corretta alfabetizzazione digitale per prevenire la diffusione di disinformazione e odio online.
A seguire, Valeria Alexandra Milea e Diana Florina Iancu hanno fornito un riepilogo delle attività precedenti del progetto, mettendo in evidenza gli incontri già svolti ad Atene (Grecia) e Plock (Polonia). I partecipanti hanno condiviso le proprie esperienze, sottolineando come questi eventi abbiano contribuito allo sviluppo di competenze trasversali e rafforzato il loro senso di appartenenza a una comunità globale impegnata nella promozione della pace e dei diritti umani.
Valeria Graziussi, rappresentante di Europe Direct Città Metropolitana di Roma, ha poi offerto una panoramica sulle politiche esterne dell’Unione Europea in ambito di cooperazione e pace. Ha illustrato come l’UE stia investendo in programmi di sviluppo sostenibile e stabilità internazionale, promuovendo partenariati strategici con paesi terzi, e ha parlato degli strumenti di finanziamento e supporto dedicati alle organizzazioni giovanili.
L’intervento di Paolo Giordani, Presidente dell’Istituto Diplomatico Internazionale, ha approfondito l’importanza del ruolo delle donne nei processi di pace, citando esempi storici e contemporanei di leader femminili che hanno contribuito in modo significativo alla risoluzione dei conflitti. È stata ribadita la necessità di aumentare la rappresentanza femminile in tutti i livelli decisionali, evidenziando i benefici di una maggiore inclusività.
Roberta Giassetti, Country Manager di Street Child Italia, ha concluso la giornata con un intervento sui diritti dei bambini e sull’importanza di garantire loro un futuro equo e sostenibile. Ha presentato progetti innovativi a protezione dei bambini in situazioni di vulnerabilità, con un focus sull’educazione come strumento per rompere il ciclo della povertà e dell’esclusione sociale, illustrando l’impatto positivo di queste iniziative a livello globale.
Infine, Claudia Costa e Mohamed Michele Zitouni di Isla ng Bata hanno presentato le attività dell’organizzazione nelle Filippine per tutelare i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Hanno descritto progetti mirati a migliorare le condizioni di vita di bambini vulnerabili, tramite interventi in ambito educativo, sanitario e di supporto alle famiglie, condividendo esperienze e storie di successo che dimostrano l’impatto positivo sul campo.
In conclusione, l’evento si è confermato come un momento di riflessione e confronto su temi cruciali per il futuro della cooperazione internazionale e della costruzione della pace. Grazie alla partecipazione di esperti e giovani, sono emersi spunti concreti per azioni future.
Dal 26 al 28 novembre trenta ragazzi sono partiti alla volta di Alzira, in Spagna, per partecipare al workshop “EcoCities: Sustainable Urban Development for a Green Future”.
La prima giornata è stata dedicata a una conferenza introduttiva, che ha costituito un momento cruciale per stabilire una connessione tra i partecipanti. Durante l’incontro, è stato organizzato un giro di presentazioni, finalizzato a favorire la conoscenza reciproca e la condivisione delle motivazioni personali che hanno portato ciascuno a prendere parte a questa iniziativa. Questa fase iniziale ha permesso di delineare gli obiettivi principali del programma, ponendo particolare enfasi sui temi della sostenibilità ambientale, della collaborazione e della condivisione di buone pratiche.
La giornata è proseguita con una lezione approfondita sul sistema di gestione dei rifiuti e di riciclo dei materiali in Spagna, con un focus sul funzionamento della raccolta differenziata locale. L’analisi di questo modello ha offerto spunti significativi, mettendo in evidenza le peculiarità del sistema spagnolo e le soluzioni implementate per migliorarne l’efficienza. Questo momento formativo è stato ulteriormente arricchito da una riflessione critica sulle problematiche ambientali che affliggono il territorio, con particolare attenzione agli effetti della recente inondazione che ha colpito Valencia. Sono state analizzate le cause di tale evento, le sue conseguenze sul piano ambientale e sociale, e le possibili strategie per mitigarne gli impatti nel futuro.
La seconda giornata ha avuto come tema centrale l’esplorazione di soluzioni innovative per un futuro più sostenibile, con un focus su progetti abitativi in grado di combinare sostenibilità ambientale e innovazione sociale. Uno dei temi più dibattuti è stato quello degli appartamenti co-abitati, una tipologia di abitazione caratterizzata dalla presenza di spazi condivisi, progettata per ridurre il consumo di risorse e favorire la creazione di comunità più coese. Durante la discussione, sono stati affrontati gli aspetti logistici, economici e sociali di tale approccio, con un’analisi delle opportunità e delle criticità legate alla sua implementazione su larga scala. Questo confronto ha stimolato una riflessione collettiva sulla possibilità di adattare simili modelli abitativi ai contesti locali di ciascun partecipante, valorizzando le specificità culturali e le esigenze territoriali.
La terza e ultima giornata ha visto i partecipanti impegnati in un’attività di analisi comparativa delle principali problematiche ambientali presenti nei rispettivi Paesi di provenienza. Questo esercizio ha permesso di mettere in evidenza le diversità e le similarità delle sfide ambientali affrontate dai vari territori, promuovendo una maggiore consapevolezza delle dinamiche globali e locali. A partire da questa analisi, sono state elaborate proposte concrete per affrontare tali problematiche, con una particolare attenzione alla definizione dei mezzi necessari, delle risorse coinvolte e dei tempi di realizzazione stimati. L’attività ha rappresentato un momento di grande creatività e collaborazione, favorendo il dialogo tra approcci e prospettive diverse.
L’esperienza ad Alzira si è rivelata un’occasione straordinaria per approfondire tematiche legate alla sostenibilità ambientale e per confrontarsi su soluzioni innovative volte a costruire un futuro più green. Grazie al dialogo tra partecipanti provenienti da contesti culturali e geografici diversi, è stato possibile acquisire nuove idee e prospettive che potrebbero essere applicate nei rispettivi ambiti locali.
Questo arricchimento reciproco non solo ha rafforzato le competenze di ciascun partecipante, ma ha anche gettato le basi per una rete di collaborazione internazionale, finalizzata alla promozione di una visione condivisa e sostenibile del futuro. L’esperienza ha inoltre sottolineato l’importanza di un approccio integrato e partecipativo nella risoluzione delle sfide ambientali globali, dimostrando come il confronto e la cooperazione possano rappresentare strumenti fondamentali per generare cambiamenti concreti e duraturi.
Foto delle attività
Materiali delle attività svolte
Workshop & Simulation
È giunto al termine il workshop “𝐑𝐮𝐫𝐚𝐥 𝐏𝐚𝐫𝐥𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭”, parte del progetto 𝐑𝐔𝐑𝐀𝐋, tenutosi presso l’Europa Experience – David Sassoli, patrocinato dal Centro Europe Direct Città Metropolitana di Roma.
I giovani provenienti da 𝐒𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚, 𝐏𝐨𝐫𝐭𝐨𝐠𝐚𝐥𝐥𝐨, 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐧𝐢𝐚 e 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 si sono incontrati per approfondire temi legati alle 𝐨𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ offerte dall’UE, alla 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐢𝐯𝐢𝐜𝐚 e alle 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢𝐥𝐢 𝐞𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐞.
I partecipanti hanno anche avuto l’occasione di simulare una seduta 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐚𝐫𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐨 e di incontrare Zsofia Varga, 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐠𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚 𝐄𝐀𝐂𝐄𝐀.
È stato un momento di grande 𝐬𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐨, 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚, in cui i giovani hanno rafforzato il loro ruolo attivo nel plasmare il 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚.
Qui di seguito le foto dell’evento
Workshop & Simulation
Entra a far parte del 𝐏𝐚𝐫𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐑𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐨!
Un’𝐨𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐫𝐝𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 per partecipare a un 𝐰𝐨𝐫𝐤𝐬𝐡𝐨𝐩 𝐮𝐧𝐢𝐜𝐨 con 𝐬𝐢𝐦𝐮𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐚𝐫𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐨!
𝐓𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐞 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥 𝐰𝐨𝐫𝐤𝐬𝐡𝐨𝐩: “Rural Parliament”.
𝐂𝐡𝐢 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐫𝐞: 10 giovani di età compresa tra 18 e 35 anni residenti e/o domiciliati nella regione Lazio
𝐃𝐚𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨: 9-12 Settembre 2024
𝐋𝐮𝐨𝐠𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨: Roma, Italia
𝐒𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨: Europa Experience – David Sassoli in Piazza Venezia, 6
𝐑𝐔𝐑𝐀𝐋 è un progetto co-finanziato dal 𝐏𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚 𝐄𝐫𝐚𝐬𝐦𝐮𝐬+
che punta a migliorare la partecipazione alla vita democratica, sociale e politica dei giovani che vivono nelle aree rurali, 𝐜𝐨𝐢𝐧𝐯𝐨𝐥𝐠𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐞 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐧𝐝𝐨 le organizzazioni giovanili.
Qui di seguito l’agenda dell’evento
